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What to do? …Cello Kathmandu


In questa parte del mondo funziona così: quando un visto finisce “What to do?”, andiamo a Kathmandu!
(cello = andiamo in Hindi)


E così eccoci qua: ci sono bastati 15 giorni, giusto il tempo necessario per rinnovare il visto indiano, per innamorarci del Nepal.
Si allunga così la lista dei paesi che vogliamo assolutamente visitare prima di andare via dall’Asia.
Di questo passo non ci arrivereremo mai in Australia ; )


[Nepal Primavera 2015. Ci vediamo là?]


Kathmandu, Nepal



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Visto India a Islamabad

In Pakistan ci siamo trovati davvero bene, se solo non ci fosse stato l’inconveniente dei 47°/50° di luglio e del circolo vizioso che ogni 3 ore mina la tua soppravvivenza: l’elettricità salta, la ventolina sul soffitto si ferma, l’aria diventa soffocante, ti butti sotto la doccia per cercare di sopravvivere ma… per pompare l’acqua sulle taniche sul tetto c’è bisogno dell’elettricità: no elettricità, no aria, no acqua…. panico!

Noi ci siamo salvati solo grazie alle litrate di mango shake ghiacciati che ci bevevamo ogni giorno e ai deliziosi lassì salati (una bevanda a base di yogurt in tutto simile all’ayran turco).
Ma c’è un motivo se siamo a Islamabad: dobbiamo chiedere il visto indiano. Un calvario.

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Visto Pakistan

Ce l’abbiamo fatta! Abbiamo il Visto per il Pakistan!


Come ottenere il visto del Pakistan

–> Compilare il modulo con indicate almeno 4 tappe del vostro viaggio.

    Le zone da evitare sono:

  • Balochistan
  • Khyber Pakhtunkhawa (ex North-West Frontier Province)
  • FATA (Federally Administered Tribal Areas)


–> Pagare 32€ e ritirare la ricevuta

A questo punto ci hanno detto che avrebbero spedito tutto in Pakistan, ma ci hanno fatto notare che le probabilità di ottenere un visto per entrare via terra erano dello 0%…


–> Aspettare 2 mesi per sapere se la richiesta di visto è stata accettata.

Se anche voi siete arrivati a questo punto sappiate che siete in un vicolo cieco!
Quello che intendono è più o meno questo: “Pazzo italiano che vuole andare in Pakistan in moto, tempo 2 mesi ti sarà passata la voglia di andarci: aspetta e spera!”.


Il giorno prima di ripartire per la Grecia passiamo in Consolato per vedere se cè qualche speranza, la segretaria gentile ci fa capire che la nostra pratica nè è stata inviata in Pakistan nè verrà inviata mai. Noi ci intestardiamo e riusciamo a farci ricevere dal Signor Console del Pakistan in persona.
Il Signor Console del Pakistan è un simpatico signore, ci dice che anche lui da giovane era un motociclista (110cc) e che bla e poi bla. Quindi adesso che ci siam conosciuti e ti stiamo simpatici ce lo dai stò visto per il Pakistan? No.
Ci viene spiegato che il problema è che l’unica strada che dall’Iran porta in Pakistan corre troppo vicina al confine con l’Afaghanistan, di conseguenza sarebbe rischioso e lui non si vuole assumere la responsabilità.
L’unico modo è quello di spedire la moto evitando così la regione del Balochistan.

–> Stampare una prenotazione aerea:

Questo è lo step fondamentale per avere il visto: consiglio vivamente di inserirlo al punto 1, non importa voi vogliate davvero entrare per via aerea…


Usciamo andiamo in un’agenzia di vaggi amica e in quattro quattr’otto la nostra super Tour Operator di fiducia ci stampa due prenotazioni aeree per Karachi (abbiamo pensato che a spedire la moto nella città portuale più grande del Pakistan non ci sarebbero stati grandi problemi).
Torniamo dal console tutti felici. Lui guarda i biglietti, legge Karachi. No ragazzi, a Karachi c’è traffico, è tutto un casino, gente, rumore, polizia doganale incompetente: volate su Islamabad. Tornate domani con i biglietti aerei giusti.

*** Qua in mezzo, alle 7 di mattina del 9 marzo non ci presentiamo all’imbarco dell’aereo che avrebbe dovuto riportarci in Grecia. ***

Cambiamo i biglietti aerei. (“Oh, Fra al console Karachi non piace: voliamo su Islamabad”. Tric Trak. Fatto.)
Ritorniamo al consolato con i nostri bei biglietti della Emirates Airlines freschi di stampa. Al console piacciono. L’omino dei visti guarda la data del volo, Maggio. Ah allora c’è tempo, tornate fra un mese che vi facciamo il visto. Con la gentilezza si ottiene tutto, e brutto kebabbaro incompetente il console ha detto facci i visti adesso, tu ci fai i visti adesso così poi noi torniamo in Grecia e non ci incontriamo mai più. Telefona al console. Attacca. Tornate oggi pomeriggio alle 3. Oggi pomeriggio? Quasi lo bacio. Usciamo in corridoio salutiamo la segretaria gentile, ci vediamo dopo. Ci insegue l’omino dei visti, Cambio di programma: non oggi, settimana prossima. Thomas andiamocene prima che cambino di nuovo idea…

–> Ritirare il visto

Il giovedi dopo alle 3 di pomeriggio siamo i fortunati possessori di un visto turistico con validità di 1 mese per il Pakistan. Nella pagina a fianco con una scrittura infantile è stato aggiunto “Visa is valid for Islamabad, Gilgit and Lahore”. Che poi in un passaporto c’è scritto “valid” e nell’altro invece “villed” sono soltanto dettagli…


Noi ci siamo rivolti a:
Consolato Generale del Pakistan a Milano
Viale Lunigiana, 23 Milano, Italy
02 66703271
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Visto Iran


Visto per entrare in Iran: ottenuto!
Efficentissimo il consolato in Piazza Diaz 6, Milano (in pieno centro, dietro al Duomo).
Il signore allo sportello è super gentile.
Tempo di attesa per ottenere il visto: 2 giorni.
I documenti necessari sono semplicemente 2 foto, 50€ a testa e un modulo compilato. Sul modulo va indicato il primo Hotel in cui si alloggerà con indirizzo e numero di telefono. Noi risulta che alloggeremo in un Hotel di Teheran (a sole 10 ore di macchina dal confine), le cui stanze costano appena 195€ a notte. Ci trattiamo bene…. 😉


Per il visto del Pakistan pare ci sia qualche problema in più.
Al consolato ci hanno assicurato che le probabilità di ottenere un visto diverso da quello di affari sono scarse, e per ottenere un visto turistico per entrare via terra si riducono fino a diventare pari allo zero. Anzi, ripetendo le incomprensibili parole del vice console “Maximum no possible Visa. I send to Pakistan, if Pakistan clear, 2 months and I give you Visa”.

Please Help:
Se qualcuno di voi ha qualunque genere di informazione che potrebbe aiutarci ad ottenere il visto del Pakistan, per favore passatecele. Se avete amici, parenti o conoscenti in Pakistan che potrebbero farci una lettera d’invito, per favore aiutateci!

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Gita a Meis – Meglio conosciuta con il nome di Castellorizo.

Esattamente di fronte a Kaş c’è un’isola.
Vedendo la baia di Kaş come una U, quest’isola è la sua dieresi. Beh, la dieresi di Kaş è greca. Caso strano, può sembrare; ma se uno prende in mano una cartina della Turchia e guarda con attenzione, si accorgerà che tutte le sue isole sono greche.
Cosa comporta ciò (oltre a un bello smacco morale per i turchi)?
Che tutti gli stranieri che vivono nel sud della Turchia, al posto che chiedere un costoso permesso di residenza, ogni 3 mesi fanno una gita di qualche ora in terra Greca e, tornati in Turchia, gli si rinnova automaticamnte il visto. E via, per altri 3 mesi! Facile, no?
Il nostro visto di 3 mesi scade tra poco (sono già 3 mesi che siamo in Turchia, stì cazzi) e quindi ci ritroviamo anche noi a salire sulla nave della speranza insieme a:

– un danese che è venuto in Turchia in vacanza 3 mesi fa, poi si è innamorato… e adesso ha un appartamento in affitto ad Antalya.

– un vecchio italiano ciccione che non parla nè turco nè inglese e dice che non vuole prendere il permesso di residenza perchè costa troppo e tanto fra poco muore, viva l’ottimismo..

– svariati inglesi più o meno giovani che vivono qua da anni (e ogni 3 mesi…)

– un sud americano che credo fosse l’unico turista che voleva visitare l’isola di Meis senza secondi fini…

L’isola è in pratica un grosso sasso buttato a caso in mezzo al mare. Sul lato che guarda Kaş c’è una minuscola cittadina (minuscola è già dire troppo, diciamo che sono 2 file di case intorno alla graziosissima baia). Sul lato che guarda il mare aperto naufragarono Abatantuono e il tenente Montini e come ben sappiamo non c’è niente: scogli. Fine dell’isola.
Cosa fanno tutti questi “turisti del visto” sull’isola di Meis?
Si spintonano per accaparrarsi l’ultima bottiglia di Johnny Walker poi, soddisfatto (quello che ha ottenuto la bottiglia) e meno sodisfatto (quello che ha dovuto ripiegare sul Jack Daniels) si siedono ai bar del porticciolo ad aspettare annoiati che la barca li riporti in Turchia.
A noi, a cui non piace nè il Johnny Walker, nè il Jack, il duty free non aveva niente da offrire, così, con Thomas ancora zoppicante, ci siamo arrampicati su per le scale che conducono all’altopiano che sovrasta l’isola. Se da Kaş strabuzzi un po’ gli occhi puoi vedere una sottile linea bianca disegnata sulla scogliera, quelli sono i 404 bianchissimi gradini che ti conducono a uno dei più bei panorami dell’intera baia.
Facciamo giusto in tempo a scendere dall’altopiano che la barca riparte. 20 minuti (forse in effetti esagero, diciamo 15) e siamo di nuovo a Kaş.
Sul passaporto c’è un nuovo timbro, scadenza del visto: 25 febbraio.